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Quando una frase inizia con “l’artista è…” già sento stringere al collo un legaccio di pregiudizi su una figura che non ha forma né articoli di costituzione.

Non esiste “è” o “non è”, è quel che è nell’uomo o nella donna che è.

Difficile togliere di dosso alle persone il terrore di non vedere delle linee definite intorno all’artista, a quello che dovrebbe essere per forgiarsi di questa carica creata dalla natura e deformata dagli uomini.

E così molti definiscono per puro e subdolo pregiudizio, spesso avvelenato da antipatie e simpatie, chi è artista, chi può dire di esserlo e chi invece deve essere relegato a qualcuno che tenta di fare l’artista.

Un gioco di definizioni che limitano, confini e recinti.

Io dico solo di non innamoravi mai di un artista, non chiedetegli umiltà e modestia per soddisfare il vostro bisogno di teste abbassate in segno di rispetto alla mediocrità.