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Arte oggi significa anche produrre per poi divulgare sui social.
La pubblicazione per mezzo social non diventa la finalità, ma nel processo creativo viene messa in conto. Agli artisti e alle artiste viene chiesto di produrre contenuti così da soddisfare la fame giornaliera dei cuccioli-followers procurando, in chi non è abbastanza lontano emotivamente, un senso di innarrivabilità che li porta inevitabilmente poi a condividere anche la propria vita privata per riempire gli spazi.

In più, all’artista viene anche chiesto di mostrarsi e di non essere meno di quanto ci si aspetta da lui o lei. Instagram è piena di profili di artiste che si “svestono” per vendere meglio la loro arte. Devono essere belle, attraenti, dare l’idea che la natura le abbia dotate di tutto, talento, bellezza, sensualità. Vale anche per gli uomini.

E gli altri? Ancora resistono, c’è dell’arte che parla da sola, ma viene consumata subito e molti, già alla seconda occhiata di un’opera hanno la sensazione che sia vecchia.
Il punto non è mai vederla, ma sentirla, viverla, darle pensieri e riflessioni.

Troppa roba per il tempo concesso dal click su un cuore.